The Sextet

Nik Lisco Sextet

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Uh come sto bene quando si suona per concerti. L’attesa, il palco e le luci lucide ad irrorare lo sparluccichìo degli strumenti, ottone e legno a luccicare.

Eh beh, è proprio bello aspettar di suonare.
Poi si sale. Prima o poi ti tocca di salire ed inghiottire i nodi della prima tensione. Il maestro Patarino si curva elegante e curvo che quasi ficca gli occhi nella rosa della chitarra. Guarda Gigi Catella vestirsi del contrabbasso.
Gigi Catella è immobile, e quando lo guardo sembra sempre che mi dica Nik, tranquillo, ché qua ce la vediamo noi a sudarci la musica.
Onofrio Paciulli sa quel che deve. Non guarda e non dice nulla a nessuno. Attacca il piano e sa quel che deve.
Nico Colonna ha un sorriso fantastico. Tu lo guardi e lui strizza l’occhio e ti sorride. Così, anche quando non va bene, va bene uguale se Colonna ti strizza l’occhio e sorride.

Pepe Piglionica fa strane cose con la lingua sull’ancia del sax prima di suonare. Ché effettivamente è strano Pepe Piglionica. Perché mai tiri su la caviglia quando finisce un assolo, con la faccia rubizza e la vena che sul collo pare gli stia franando, francamente nessun di noi l’ha mai capito. Che tiri su la caviglia dopo gli assoli, se gli assoli li fa così.
Ecco il maestro Patarino che stacca il tempo. E quando stacca il tempo ha sempre lo sguardo scuro che guarda da un'altra parte, come se guardasse qualcun altro da qualche altra parte. E invece non c’è nessuno. Da quella parte dove guarda, dico.
Si inizia a suonare. Ingollo saliva, e penso che non ci sia nulla di più bello.




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